Concerto per SaveTheChildren, 10 giugno 2016. Teatro Arca


Il 4 e 5 novembre staffetta referendaria ANPI di 24 ore: "La sovranità appartiene al popolo"

La grande mobilitazione dell'ANPI per il NO

Referendum, senza regole confronti impossibili, intervista a Smuraglia


Bologna 15 settembre, confronto Renzi Smuraglia

A proposito del confronto del 15 settembre 2016, di Carlo Smuraglia

Milano-Bologna e ritorno di Monica




E' iniziata la campagna referendaria!

Grave episodio a Firenze: il sindaco Nardella nega la parola ai partigiani dell'ANPI in occasione della celebrazione dell'anniversario della liberazione di Firenze, per la prima volta in settanta anni!
Ecco alcuni articoli di stampa sull'argomento e il comunicato stampa del Comitato provinciale dell'ANPI di Firenze.

Repubblica Firenze 13 agosto 2016      pdf
Repubblica Firenze 14 agosto 2016      pdf
Il Fatto Quotidiano 17 agosto 2016      pdf

Comunicato stampa ANPI provinciale di Firenze

Smuraglia: è sorprendente la preoccupazione del PD sulla nostra presenza alle Feste dell'Unità

Un altro episodio significativo a Bologna

Per essere informati sulle posizioni del NO..

Le ragioni del NO



Odio gli indifferenti

Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L'indifferenza è il peso morto della storia. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l'intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l'assenteismo e l'indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.